Viticoltura. Una ricerca sul recupero del genetico dei vitigni autoctoni siciliani

E’ stata presentata a Palermo una ricerca sul recupero del genetico dei vitigni autoctoni siciliani. Continua a leggere…

“Sui vitigni autoctoni ed antichi e sulla tutela della straordinaria biodiversità della Sicilia, si decide il futuro della nostra viticoltura”. E’ questo il messaggio lanciato a Palermo durante la presentazione della ricerca sul recupero del patrimonio genetico dei vitigni antichi e dei vitigni autoctoni siciliani, raccolta nel libro ‘Identità e ricchezza del vigneto Sicilia’.

Si tratta di una ricerca portata avanti dall’Assessorato Regionale Agricoltura, unica nel suo genere e che ha permesso di individuare 70 varietà di vitigni antichi, 7 vitigni di interesse regionale, 13 di interesse locale, 12 tipologie minori e 12 cloni regolarmente omologati.

E’ stata già presentata la richiesta di registrazione al Ministero di un primo gruppo di 10 varietà antiche che sono risultate tra le più apprezzate dalle aziende che hanno assaggiato i vini prodotti nei test di vinificazione sperimentale e che hanno spinto per l’iscrizione. Sono stati sviluppati inoltre 12 cloni di vitigni autoctoni omologati, esenti da virosi e certificati che sono già entrati nel mercato vivaistico e che saranno impiantati nel 2018.

L’attività principale di questa sperimentazione gestita dal Vivaio Paulsen si svolge nel campo sperimentale di Marsala, presso l’azienda Istituto Femminile A, Genna Spanò, dove è raccolto tutto il germoplasma viticolo siciliano, le varietà autoctone, antiche e i cloni adatti all’omologazione.

Sono stati istituiti altri 4 campi sperimentali in varie parti della Sicilia in collaborazione con Assovini, nelle province di Palermo, Agrigento e Ragusa. Un lungo lavoro durato più di dieci anni.

Parallelamente si stanno svolgendo altre attività di ricerca sui portainnesti delle viti resistenti alla salinità, al calcare e alla siccità, con dei campi sperimentali sull’Etna (Nerello Mascalese), a Pantelleria (Zibibbo) e nelle zone di Marsala e Menfi (Grillo e Nero d’Avola), dove si stanno svolgendo dei test in luoghi estremi per verificare l’adattabilità e la resa con i nostri vitigni.

 Lo studio ha ottenuto le basi scientifiche e i cloni necessari, per l’utilizzo di materiale vegetale sano e certificato che permetterà di incrementare la diffusione e la commercializzazione dei vitigni siciliani autoctoni e lanciare una nuova sfida ai mercati internazionali.

Ecco l’elenco dei 12 cloni di vitigni autoctoni omologati già registrati e del primo gruppo di 10 vitigni antichi per cui è stata richiesta l’iscrizione al Ministero.

Cloni. La Selezione clonale, è uno degli obiettivi del progetto. Registrati 12 dei 27 cloni in osservazione presso il campo di omologazione e confronto realizzato a Marsala. I cloni hanno ottenuto l’approvazione da parte del comitato nazionale delle varietà di viti, all’iscrizione nelle liste delle varietà autorizzate.
I singoli cloni sono stati indicati con il nome della varietà, seguito da Regione Siciliana e da un numero identificativo.

• Grillo Regione Siciliana 297 – sigla Grillo RS 297
• Grecanico Regione Siciliana 94 – sigla Grecanico RS 94
• Moscato bianco Regione Siciliana 247 – sigla Moscato bianco RS 247
• Catarratto bianco comune Regione Sicilia 60 – Sigla: Catarratto Comune RS 60
• Nero d’Avola Regione Sicilia 84 – Sigla: Nero d’Avola RS 84
• Nerello Cappuccio Regione Sicilia 13 – Sigla: Nerello Cappuccio RS 13
• Carricante Regione Sicilia 2 – Sigla: Carricante RS 2
• Nerello mascalese Regione Sicilia 121 – Sigla: Nerello mascalese RS 121
• Alicante Regione Sicilia 7 – Sigla: Alicante RS 7
• Zibibbo Regione Sicilia 601
• Perricone Regione Sicilia 7
• Albanello Regione Sicilia 31.

Di seguito i nomi dei vitigni antichi che si andranno a iscrivere:

4 RAPPI – CATANESE BIANCA – INZOLIA NERA – LUCIGNOLA – ORISI – PRUNESTRA – RECUNO – RELIQUIA BIANCA – USIRIOTO – VITRAROLO.

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