sale da cucina
Sale da cucina, tutte le tipologie

Ogni giorno utilizziamo il sale da cucina per le nostre pietanze, conosciamo meglio l’ingrediente di cui non sappiamo più fare a meno…

Si chiama cloruro di sodio il principale costituente del comune sale da cucina. La sua presenza in natura è abbondante; si trova disciolto nelle acque marine oppure allo stato solido come salgemma in giacimenti sulla terraferma. La sua lavorazione dipende quindi dallo stato di partenza, si effettua un processo di evaporazione solare o indotta per produrre il sale marino, oppure un processo di estrazione da miniera per la salgemma.

Il sale marino

La principale lavorazione del sale avviene partendo dalle acque marine. L’acqua del mare viene raccolta in grandi vasche impermeabilizzate e grazie all’irraggiamento del sole guadualmente la salamoia si concentra. Diversi passaggi fanno sì che il cloruro di sodio si depositi sul fondo e venga successivamente raccolto, raffinato, essiccato e venduto come sale marino.
Un altro modo per ottenere sale marino è quello dell’evaporazione indotta che non sfrutta i raggi del sole ma il vapore dell’acqua o l’energia elettrica. In questo caso la salamoia viene trattata chimicamente per avere sale di alta purezza e in granuli uniformi.

Salgemma

La salgemma, o halite, è un minerale fatto di cloruro di sodio che si trova allo stato solido. In questo caso il sale si ottiene dagli scavi effettuati nelle miniere da cui si ricava cloruro di sodio in grossi pezzi poi macinati. In Italia esistono diverse salgemme, tra queste vanno menzionate quelle siciliane, ubicate a Petralia, Racalmuto e Realmonte, da cui si estrae sale di altissima qualità pur senza processi di raffinazione.

Tipi di sale da cucina

In commercio si trovano diversi tipi di sale. A fare la differenza è l’aspetto e il colore, che dipendono dalla presenza di altre impurità. Il diverso livello di sapidità invece può essere dovuto ai vari rapporti area/superficie.

Tra i sali marini si distinguono:

il sale grosso, con cristalli grossolani;
il sale integrale, meno lavorato  e raffinato rispetto al sale comune;
il sale iodato, con una maggiore presenza di iodio aggiunto, utile alle popolazioni che vivono in luoghi in cui questo elemento è scarso;
il Fior di sale, o fleur de sel, grezzo e dal sapore delicato, presente nel nord della Francia, in Bretagna, e in alcune zone d’Italia;
il sale rosso delle Hawaii, di origine vulcanica, con alta concentrazione di ferro, perfetto per carni grigliate;
il sale grigio di Bretagna, prende il suo colore dall’argilla presente nel sud della Bretagna, adatto a verdure bollite e pesce;
il sale nero ci Cipro, proveniente dalle acque di Cipro, dopo la raccolta viene arricchito con carbone di origine vegetale (cortecce di legno dolce) prendendo il tipico colore nero. Si abbina bene a patate dolci e frutta;
il sale Maldon, raccolto sulle coste del Regno Unito, si presenta in fiocchi.

Tra i sali da salgemma ci sono:

il sale rosa dell’Himalaya, tra i più conosciuti e antichi, ricco di eligoelementi;
il sale arancione Mirroir, molto sapido, raccolto nelle Ande;
il sale blu di Persia, derivante dalle antiche miniere dell’Iran, deve il suo colore alla presenza di silvite, ha un retrogusto speziato;
il sale viola indiano, prodotto in India, prende il suo colore dal minerale greigite, ha un sapore sulfureo e una consistenza soffice.

Ma le tante varietà di sale non finiscono qui.
Da citare sono anche il sale affumicato della Danimarca, fatto con un metodo di affumicatura molto antico, e i sali aromatizzati, come quelli al limone, all’aceto, al vino rosso ecc…

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