Lo zafferano, spezia antica e preziosa

Usato fin dall’antichità non solo in cucina ma anche per tingere i tessuti, oggi ancora viene donato nei paesi d’Oriente per augurare una vita felice e prospera…

Arriva sulle nostre tavole dopo un’attenta selezione e lavorazione per rallegrare con il suo colore intenso e il suo aroma unico. Continua a leggere…

Nell’era moderna dove tutto viene fatto meccanicamente e ogni cosa prodotta in grandi quantità, c’è ancora qualche prodotto della natura che ha bisogno della mano dell’uomo, della sua cura e del suo amore, lo zafferano. Tanto delicato quanto prezioso, necessita di una produzione artigianale ed è questo che lo rende speciale ma anche piuttosto caro.

Lo zafferano è un bulbo – tubero chiamato “Crocus sativus” che si presenta con sei petali lunghi di un colore che varia dal lilla chiaro al viola intenso e tre lunghi stimmi, pistilli rossi, che sono proprio quelli da cui si ricava la polvere che acquistiamo.
La pianta in estate si riposa accumulando il materiale di riserva, per poi fiorire ad Ottobre. Durante l’inverno l’attività vegetativa si interrompe e riprende in primavera per generare nuovi bulbi.
Ha bisogno di molte attenzioni, cominciando dalla scelta del terreno giusto che deve essere poco permeabile e pesante; si devono evitare ristagni d’acqua, e una volta raccolto e lavorato la polverina va conservata in un posto buio e asciutto.

Ma il lavoro più faticoso e meticoloso arriva con la raccolta, rigorosamente manuale: comincia nelle prime ore del mattino perché il fiore si raccoglie appena schiuso, si priva degli stimmi e si deposita delicatamente in cestini di vimini. La fase successiva vede i pistilli andare in forno ad alte temperature per pochi minuti e poi lasciati essiccare prima di essere ridotti in polvere. Si ottiene così il prodotto finale, dal colore inconfondibile, un profumo intenso e un gusto delicato.

Lo zafferano di buona qualità, prodotto puro e naturale, si riconosce dal colore rosso, non deve essere umido o presentare puntini bianchi, inoltre è bene dubitare di un prodotto che colora molto ma non aromatizza altrettanto.

Usato fin dall’antichità non solo in cucina ma anche per tingere i tessuti, oggi ancora viene donato nei paesi d’Oriente per augurare una vita felice e prospera a chi lo riceve.
In occidente è altrettanto apprezzato il suo uso in cucina, innanzitutto perché dona ai piatti tanto gusto ma zero calorie, poi per essere un potente antiossidante, e per avere un potere digestivo.
Il suo abbinamento al risotto l’ha reso famoso davvero in tutto il mondo, ma viene inserito in tante ricette, dall’antipasto al dessert.

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